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Niente code al check-in o ai controlli di sicurezza nell'aeroporto del futuro

Cabine di sanificazione, scanner biometrici di sicurezza, automatizzazione dei controlli doganali e della polizia di frontiera, check-in fai da te. Sono tra i cambiamenti negli aeroporti resi necessari dalla pandemia.

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La necessità di doversi districare lungo il percorso a ostacoli di un aeroporto internazionale è probabilmente la cosa che è meno mancata ai viaggiatori durante l'emergenza innescata dal Covid-19. Considerato che, stando alle previsioni, il turismo non si riprenderà del tutto fino al 2023, a questi centri di transito è offerta la rara opportunità, approfittando del traffico ridotto, di introdurre molte delle trasformazioni da tempo auspicate dai viaggatori — con progressi qualitativi inimmaginabili.

Tra questi: cabine di sanificazione, scanner biometrici di sicurezza, automatizzazione dei controlli doganali e della polizia di frontiera, oltre a postazioni ottimizzate per il check-in fai da te. Questi cambiamenti nel complesso rappresentano il più grande intervento di modernizzazione aeroportuale dopo l'11 settembre.

“Da diverso tempo la tradizionale configurazione dei nostri aeroporti è messa in discussione in due direzioni,” spiega Matthew Johnson, tra i principali artefici del piano di ristrutturazione da 14 miliardi di dollari attualmente in corso presso il LAX di Los Angeles, in veste di responsabile del ramo aviazione dello studio di architettura Gensler. Nella situazione di fatto, il traffico all'interno dello scalo aeroportuale è incanalato seguendo una configurazione a “X”, con passeggeri provenienti da diversi punti di ingresso che convergono verso un varco per i controlli di sicurezza (TSA) congestionato, per poi procedere ai gate. Questa configurazione è stata in gran parte introdotta in seguito agli attacchi terroristici del 2001, quando la presenza di approfonditi controlli divenne sinonimo di sicurezza personale.

Se un tempo il prezzo della sicurezza era costituito da lunghe code in attesa, oggi questa opzione appare decisamente pericolosa. “Il Covid-19 porta con sé una radicale inversione di rotta,” prosegue Johnson, che suggerisce di eliminare del tutto la configurazione a X. Gli aeroporti potrebbero diventare come i casinò, spiega, con l'ausilio di sistemi di telesorveglianza associati a sensori di ultima generazione, come nel cosiddetto “smart tunnel” del Dubai International che verifica l'identità di chi vi transita tramite la scansione dell'iride. A questo si aggiunga un'avanzata tecnologia radiografica, e gli aeroporti potrebbero riuscire a individuare eventuali minacce senza bisogno di mettersi in fila, spogliarsi, o nemmeno di appoggiare il bagaglio a mano su un vassoio.

I cambiamenti più radicali possono trasformare gli aeroporti da focolai di frustrazione a fari di innovazione. Vi proponiamo una rassegna delle novità già installate in diverse parti del mondo, con qualche spunto per il futuro.

 

Check-in

Evitando lunghe attese in coda per i controlli antiterrorismo, i passeggeri potranno trascorrere il tempo in qualsiasi area dell'aeroporto — anche prima di superare i controlli di sicurezza. Non più intasati da gente in attesa, questi spazi potranno essere riqualificati e arredati con posti a sedere, dove si potrà consumare cibo ordinato tramite Uber Eats o Grubhub se si è arrivati in anticipo e fuori non c'è molto traffico. Questi servizi di consegna sono stati introdotti in via sperimentale al Toronto Pearson.

Le app delle compagnie aeree contribuiranno a ridurre l'uso dei touchscreen; lo scorso maggio, la United Airlines Inc. ha annunciato la futura introduzione di chioschi touchless per la stampa delle etichette da apporre sui bagagli, attivabili effettuando la scansione del proprio cellulare. Questa nuova funzione, associata alle carte d'imbarco con QR code e alle postazioni per il drop-off automatico dei bagagli, porterà alla completa digitalizzazione del processo di check-in. Da questo punto in poi, il tragitto per arrivare al gate potrà essere percorso come si desidera e nei propri tempi.

 

I controlli di sicurezza

Alcuni aeroporti hanno già introdotto sistemi per effettuare controlli di sicurezza senza interazioni umane. All'aeroporto di Hong Kong, i passeggeri accedono all'area imbarchi passando il passaporto su un lettore, fanno la scansione della carta d'imbarco e si fanno scattare una foto per la verifica dell'identità in un terminale elettronico. Sistemi analoghi sono stati adottati a Monaco e al Singapore Changi. Vi sono poi nuove tecnologie sottoposte a un processo di studio accelerato in vista dell'applicazione: macchine a raggi x gestite da remoto in grado di controllare la presenza di esplosivi nei bagagli a mano, e sistemi di imaging a onde millimetriche per individuare tracce di sostanze vietate sulle scarpe indossate dai passeggeri.

In risposta alla pandemia in corso, i termoscanner per la misurazione della temperatura corporea — comunemente in uso negli aeroporti asiatici dopo l'epidemia dei SARS del 2003 — saranno utilizzati diffusamente per identificare i passeggeri febbricitanti. Il pionieristico Hong Kong International è andato oltre, con l'installazione di cabine di sanificazione simili nell'aspetto a cabine per doccia solare. Al loro interno, in soli 40 secondi, viene rilevata la temperatura e viene vaporizzato il disinfettante. Al di fuori di queste cabine, tutta la tecnologia in uso funziona in background, senza che ci si accorga (per quanto ciò possa inquietare chi teme violazioni della privacy).

 

Navigare nel Terminal

Nei terminal aeroportuali di Seoul Incheon e Guangzhou, è possibile imbattersi in addetti un po' inconsueti: i robot. Alcuni di essi sono adibiti alla sanificazione mediante raggi UV delle superfici toccate più di frequente, ad esempio nei bagni, nelle aree di transito, i carrelli per i bagagli e le pulsantiere degli ascensori; altri segnalano alle autorità competenti quando rilevano un viso senza mascherina.

Al JFK, la piattaforma di intelligenza artificiale SafeDistance utilizza fotocamere per monitorare eventuali assembramenti, consentendo al personale di identificare facilmente le aree troppo affollate e di aprire percorsi di accesso alternativi. Un tool software simile, denominato Zensor, utilizza le riprese delle TV a circuito chiuso per segnalare in tempo reale ai viaggiatori tramite smartphone la presenza di calca nei bagni dell'area gate, davanti ai bar o nei negozi; è utilizzato in via sperimentale nell'aeroporto internazionale di Pittsburgh.

 

Imbarchi

L'ultimo passaggio è la partenza touchless. La Cathay Pacific Ltd., in collaborazione con l'autorità doganale USA, sta lavorando all'introduzione di imbarchi automatizzati al LAX e al San Francisco International, e partecipa a un altro progetto simile per il JFK. Un sistema biometrico di riconoscimento facciale verificherà l'identità dei viaggiatori, che potranno salire a bordo senza passaggi di mano in mano del biglietto e del passaporto.

James Groark, che segue queste straordinarie innovazioni per il vettore, in qualità di vicepresidente per gli aeroporti, preconizza che “questi sistemi finiranno per essere imposti a tutte le compagnie aeree, è fuor di dubbio”.

 

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