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Perché meno carbonio significa più crescita per l’economia globale

Il cambiamento climatico rappresenta un’enorme minaccia per le nostre società e le nostre economie. Per gli investitori, è necessario iniziare sin da ora a modificare i portafogli. Dobbiamo assolutamente rivedere quelli che pensiamo saranno i motori della crescita economica nei prossimi dieci anni e oltre. Il passaggio alle rinnovabili ridurrà i costi esterni connessi ad attività economiche, come i costi dell’assistenza sanitaria per effetto di siccità e ondate di caldo, e la perdita di proprietà in seguito a inondazioni.

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Come investitori a lungo termine, dobbiamo sempre prestare attenzione alla sostenibilità – sostenibilità dei modelli di business, sostenibilità della crescita degli utili e capacità di gestire il rischio.

Ma negli ultimi anni la sostenibilità ha acquistato un nuovo significato. È convinzione diffusa che il cambiamento climatico rappresenti un’enorme minaccia per il mondo - per le nostre società e per le nostre economie. In poche parole, senza la transizione a un’economia a basse emissioni, non avremo una crescita economica sostenibile, e pertanto non potremo generare rendimenti sostenibili sui nostri investimenti.

L’economia globale ha subito un duro colpo con la pandemia di Covid-19: aumento dei tassi di disoccupazione e imprese in ginocchio. Un recente rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha evidenziato come il debito pubblico delle più ricche economie mondiali nel 2020 abbia registrato un balzo record del 60%, il doppio di quello della crisi finanziaria del 2008. 

Il mondo ha più che mai bisogno di accelerare l'espansione del PIL e di ridurre le emissioni tossiche. 

Fonti: 2020 Survey on Central Government Marketable Dept and Borrowing; OECD Economic Outlook (Dicembre 2020); IMF World Economic Outlook Database (Ottobre 2020); Refinitiv, national authorities’ websites e calcoli OECD.

 

Fondamentalmente, meno carbonio equivarrà a più crescita. Per rispettare l’Accordo di Parigi, che prevede la limitazione del riscaldamento globale nettamente al di sotto di 2˚C oltre i livelli dell’era pre-industriale, e preferibilmente a 1,5°C, occorrono però massicci investimenti. Ma, se non facciamo nulla, secondo gli scienziati l'innalzamento delle temperature globali rispetto ai livelli pre-industriali sarà superiore al 3%.

Questa ipotesi sarebbe disastrosa per l’ambiente, con conseguenze come l’innalzamento del livello dei mari, fenomeni climatici estremi, conflitti sociali, perdita di attività economica e molto altro.

La transizione energetica implica l’abbandono dei combustibili fossili che hanno sostenuto l’economia mondiale negli ultimi 200 anni. Dovremo affidarci a energie rinnovabili e cercare di migliorare la nostra efficienza energetica, con impatto non solo sulla generazione di energia, ma anche sui trasporti, sui sistemi industriali, sull’agricoltura e sugli edifici in cui viviamo e lavoriamo.

 

Opportunità di crescita

Per fortuna, i governi si stanno impegnando a investire miliardi nella transizione energetica – e si prefiggono obiettivi molto ambiziosi. Politiche e tecnologia sono le forze che determinano l’economia della transizione energetica. A nostro modo di vedere, la transizione energetica trasformerà l’economia mondiale tanto quanto ha fatto la rivoluzione digitale a partire dagli anni ottanta.

Negli ultimi anni si sono fatti enormi investimenti nelle energie rinnovabili. La generazione di energia rinnovabile è balzata dal 57% tra il 2010 e il 2018  (International Renewable Energy Agency; Renewable Power Generation Costs in 2019) e la quota delle rinnovabili nella generazione mondiale di energia è arrivata quasi al 28% nel primo trimestre del 2020, dal 26% di un anno prima.

L’aumento delle rinnovabili è avvenuto essenzialmente a scapito del carbone e del gas, anche se queste due fonti rappresentano ancora quasi il 60% delle forniture mondiali di elettricità. Nel primo trimestre del 2020 le rinnovabili – solare ed eolico – hanno raggiunto il 9% della generazione, dall’8% di un anno prima.

Ma le future possibilità sono immense. Il passaggio dai combustibili fossili all’energia rinnovabile aprirà importanti opportunità di crescita. Emerge dalle ricerche condotte che le tecnologie pulite potranno determinare investimenti in infrastrutture verdi per 1000-2000 miliardi di dollari l’anno, con creazione di circa 15 - 20 milioni di posti di lavoro a livello mondiale, e che le energie rinnovabili potrebbero rappresentare il principale capitolo di spesa del settore energetico nel 2021, superando petrolio e gas.

Per gli investitori, a mio avviso, è necessario iniziare sin da ora a modificare i portafogli. Dobbiamo assolutamente rivedere quelli che pensiamo saranno i motori della crescita economica nei prossimi dieci anni e oltre.

 

Tagliare le emissioni

Nel corso degli anni, il fatto di fare affidamento sul petrolio e su altri combustibili fossili ha dato origine a problemi politici enormi - fino alla guerra. Il passaggio alle energie rinnovabili apporterà vantaggi immediati. Ridurrà i costi esterni – costi connessi ad attività economiche che possono interessare tutti, come i costi dell’assistenza sanitaria per effetto di siccità e ondate di caldo, e la perdita di proprietà in seguito a inondazioni.

È stato riconosciuto da più parti che dobbiamo internalizzare questi costi, e per farlo occorre dare un prezzo all’inquinamento. Il costo delle fonti di energia rinnovabili si è drasticamente ridotto; il LCOE (Levelized Cost of Elecricity) per le energie rinnovabili – il costo dell’elettricità per tutto il ciclo di vita di un impianto di generazione – oggi è più basso di quello degli impianti a carbone. Non ha senso insistere con il carbone, che oggi costa più delle rinnovabili.

Allo stesso tempo, il prezzo del carbonio cresce. Esistono diversi quadri di riferimento, o sistemi per lo scambio di quote di emissioni, che applicano un prezzo alle emissioni di carbonio. Le società di alcuni settori industriali sono costrette a pagare per il diritto di generare emissioni di carbonio, e il prezzo è sempre più elevato. Diversi altri sistemi di scambio di questo tipo stanno per essere introdotti, e andranno a coprire un numero sempre maggiore di settori industriali ed energetici in tutto il mondo. Questi sistemi contribuiranno a internalizzare i costi delle emissioni di carbonio – se generi CO₂ devi pagare – e il prezzo è destinato a essere sempre più alto. Questi sviluppi cambiano drasticamente l’economia di alcuni modelli di business e dovrebbero portare a una maggiore efficienza, grazie alla riduzione e alla maggiore stabilità del costo dell’energia.

 

La transizione

Non è facile sostituire i combustibili fossili. Goldman Sachs ha elaborato la cosiddetta ‘curva del carbonio’ che valuta tutta la gamma di attività economiche che utilizzano combustibili fossili – considerando l’intera catena del valore. Ha successivamente analizzato quale sarebbe il costo del passaggio dalle prassi consolidate alla sostituzione delle fonti primarie di energia con fonti rinnovabili. La curva dei costi finisce per diventare molto ripida. Per alcune attività - generazione di elettricità, agricoltura e altri usi del suolo – la questione è meno problematica e più semplice. Assistiamo a una forte crescita dell’uso di veicoli elettrici - le vendite mondiali di auto elettriche sono infatti aumentate del 43% nel 2020, raggiungendo quasi tre milioni, nonostante la flessione generale delle vendite di auto determinata dalla pandemia. Ma se i numeri degli EV per ora sono contenuti, se ne prevede una diffusione sempre più massiccia.

Per altri settori - lavorazioni industriali e trasporti, inclusi quelli aerei e marittimi- il passaggio alle rinnovabili diventa molto oneroso. Ma le nuove tecnologie che si stanno diffondendo interessano tutti i settori e ogni tipo di attività economica. Per esempio, la tecnologia dell’idrogeno ha appena scalfito la superficie del suo potenziale di fonte di combustibile per l’industria e per i trasporti, mentre la tecnologia di abbattimento delle emissioni di carbonio sta migliorando, e porta con sé grandi opportunità di crescita e di investimento. Il fatto che l’energia rinnovabile rappresenti ancora solo il 28% dell’elettricità generata a livello mondiale ci dice che resta ancora molto da fare.

La curva del costo della transizione si sta infine appiattendo grazie agli investimenti nelle nuove tecnologie, al supporto delle politiche pubbliche e al fatto che sempre più titolari di asset dedicano capitali alle tecnologie di riduzione del carbonio. L’Arabia Saudita sta costruendo una nuova città a zero emissioni nel deserto. Utilizzerà solo energia rinnovabile e nuove tecnologie – si tratta di un esperimento nella vita reale per far vedere come possiamo cambiare il nostro modo di vivere in ottica più sostenibile.

 

I benefici a lungo termine della transizione

In qualità di investitori, dobbiamo pensare ai trend strutturali che genereranno crescita economica in futuro. Ciò a nostro avviso significa decarbonizzazione dei portafogli e investimenti in soluzioni per il clima. Significa pensare a nuove modalità future per generare crescita degli utili a fronte del cambiamento dei modelli di business e dei diffusi vantaggi di una maggiore crescita economica e della riduzione delle emissioni. I tradizionali produttori di gas e petrolio stanno modificando i loro modelli di business - sanno bene che, se non lo faranno, non avranno un futuro e si troveranno in mano beni senza più alcun valore. Petrolio e gas non spariranno certo dalla scena; le aziende continueranno a fare come sono abituate, ma si stanno rapidamente muovendo verso l’universo delle rinnovabili.

Siamo appena all’inizio di un periodo di transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, che tuttavia non implica una minore crescita economica - semmai il contrario. I costi e i rischi dell’immobilità sono decisamente troppo alti. Abbiamo intrapreso un viaggio che comporterà miliardi, se non migliaia di miliardi, di dollari di investimenti nell’arco dei prossimi anni, e le opportunità tecnologiche che ne nasceranno sono decisamente entusiasmanti. La transizione energetica non solo creerà occupazione per i lavoratori del settore gaspetrolifero a rischio di restare inattivi, ma nasceranno nuove opportunità in sedi diverse, poiché il collocamento delle nuove fonti energetiche sarà più diffuso nelle diverse parti del mondo.

Dobbiamo tornare a far crescere le nostre economie, ma allo stesso tempo dobbiamo ridurre le emissioni; siamo tutti consapevoli dei pericoli del cambiamento climatico. Sono convinto che la transizione energetica apporterà vantaggi sia a breve che a lungo termine; offre innumerevoli possibilità d’investimento e grandi opportunità legate al cambiamento dei modelli di business che ne deriveranno in futuro. Gli investitori devono tenersi pronti a fare la loro parte.

 

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