La finanza sostenibile è (sempre più) donna

L'approccio femminile alla finanza sostenibile è diverso. E su tale diversità si fonda la convinzione che le donne potrebbero essere protagoniste di un ulteriore sviluppo di questo modo d'intendere l'investimento. I risultati di una recente ricerca di Forum per la Finanza Sostenibile e Doxa.

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Potrebbe arrivare dalle donne una nuova spinta alla finanza sostenibile. Destinatarie di una quota crescente di ricchezza, anche per via ereditaria, e sempre più presenti sia in posizioni aziendali di rilievo, sia in percorsi di formazione avanzati che per l'accesso a quelle posizioni sono spesso il presupposto, le donne negli ultimi anni sono state accreditate da numerosi studi di un ruolo di primo piano nell'ambito degli investimenti sostenibili e responsabili (SRI). Al riguardo, un'approfondita ricerca è stata presentata nell'ultima edizione della Settimana italiana della Finanza Sostenibile.

 

Prudenza, sensibilità, attenzione ai valori. E fiducia nei consigli

Realizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile con Doxa, la ricerca ha indagato le aspettative, la propensione e le scelte dei risparmiatori italiani in riferimento agli investimenti SRI. In particolare, ha analizzato  il rapporto tra donne e sostenibilità in materia d'investimento, confrontato a quello degli uomini. Con un campione costituito da persone tra i 25-64 anni (un migliaio gli intervistati, di cui il 60% donne) che avevano investito almeno 1.000 euro nell'ultimo anno.

Quali sono i principali risultati? Dalla ricerca emerge che le donne sono in generale più prudenti degli uomini, cioè meno amanti del rischio nelle scelte d'investimento. Solo il 5% delle donne sceglie prodotti finanziari a rischio elevato, contro il 12% degli uomini.

 

Figura 1: Attitudini d'investimento

In generale, quale tipologia di investimento sei solito/a scegliere principalmente?

Fonte: Donne e Finanza sostenibile, Forum per la Finanza Sostenibile e Doxa, novembre 2018 - pagina 8

 

Questo aspetto è emerso anche dal sondaggio effettuato da AXA Investment Managers su un campione di 1000 persone (metà uomini e metà donne) che guadagnano almeno €37.000 all’anno.

Dal sondaggio, condotto da GFK lo scorso giugno, risulta infatti che solo il 6% delle donne è disposto ad esporsi al rischio d’investimento, contro il 17% degli uomini.

Investire in società che hanno un impatto positivo nel lungo periodo sul mondo in cui viviamo resta la priorità sia degli uomini che delle donne, secondo la ricerca di GFK per AXA Investment Managers. Il 64% degli intervistati dice di volere le prove dell’impatto positivo del suo investimento. Se già investono, entrambi mostrano, in generale, un interesse più marcato per  tecnologie green (57% delle donne e 64% degli uomini), mentre le donne (43%) sono interessate più degli uomini (32%) al consumo sostenibile.

Lo studio del Forum per la Finanza Sostenibile mostra che le donne sono anche più informate sull'offerta di prodotti finanziari e più sensibili verso la sostenibilità, in particolare sui temi del sociale e di genere.

In riferimento agli elementi ritenuti più rilevanti per orientare le scelte d'investimento, le donne mostrano di tenere in maggiore considerazione i consigli del consulente finanziario (84%, contro il 72% degli uomini), investendo nel 50% dei casi (contro il 39% degli uomini) solo in prodotti consigliati. Per le donne è anche più importante che per gli uomini (76% contro 67%) la compatibilità dell'investimento coi propri valori, aspetto fondamentale in chiave SRI.

Più degli uomini (77% contro 69%), le donne ritengono che i temi ESG (ambientali, sociali e di governance) complessivamente intesi abbiano un impatto in termini finanziari. Tuttavia hanno meno fiducia degli uomini (44% contro 50%) sul fatto che impattino positivamente sulla redditività, mentre temono più degli uomini (34% contro 27%) che impattino negativamente sui rischi, facendoli aumentare. Solo il 24% delle donne (contro il 26% degli uomini) ritiene comunque che i temi ESG facciano diminuire i profitti: il falso mito, dunque, secondo cui un approccio sostenibile all'investimento comporterebbe un sacrificio in termini di rendimento, trova nelle donne un terreno ancora meno fertile che negli uomini.

 

Sociale e temi di genere fanno la (maggiore) differenza

Le maggiori differenze tra donne e uomini emergono quando si entra nel dettaglio delle singole dimensioni della sostenibilità. In particolare riguardo alle tematiche di genere: la differenza è di oltre venti punti percentuali, in termini di rilevanza assegnata in ordine alle scelte d'investimento, quando si considera la presenza di donne in posizioni aziendali di vertice (66% contro 43%) e nei consigli di amministrazione (65% contro 44%); è molto elevata anche quando si guarda alla presenza di programmi per la disparità salariale (75% contro 57%).

Questo interesse delle donne per le tematiche di genere non sempre trova una adeguata risposta da parte dei gestori del risparmio. Tra i pochi fondi in Italia che investono in società che portano avanti una cultura e prassi positive in ambito di parità di genere c’è AXA WF Framlington Women Empowerment, gestito da Anne Tolmunen.

"Le società con le quali parliamo non si focalizzano solo su un miglioramento della parità di genere, ma tendono ad impegnarsi attivamente a costruire una cultura dell’inclusione", spiega Tolmunen. "Selezionando società che perseguono una maggiore inclusione e parità di genere, puntiamo a catturare creazione di valore."

 
Figura 2: Tematiche legate al genere

Indica quanto ciascuno dei seguenti elementi influenza le tue scelte d'investimento...

Fonte: Donne e Finanza sostenibile, Forum per la Finanza Sostenibile e Doxa, novembre 2018 - pagina 13

 

Domanda di informazioni cerca offerta adeguata

Le donne superano gli uomini, anche se di poco, in termini di conoscenza dei prodotti finanziari SRI (26% contro 23%), che rimane però bassa per entrambi. Chiedono comunque a gran voce, e più degli uomini (88% contro 83%), di essere informate sulla sostenibilità dei propri investimenti. Anche perché in pochissimi (11% fra le donne, 10% fra gli uomini) ritengono che media e istituzioni affrontino adeguatamente la materia. Sono probabilmente altri, dunque, i soggetti dai quali i risparmiatori in generale e le donne in particolare si attendono prioritariamente che questo gap venga colmato. A partire forse già dalle stesse reti di vendita: solo il 30% delle donne (32% fra gli uomini) dichiara di avere avuto proposti prodotti SRI.

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