Tassi in rialzo

Se i tassi d’interesse vanno su, quale sarà l’impatto sul nostro portafoglio? E cosa cambia se abbiamo un mutuo per pagare la casa?

 

Cosa succede?

Quasi contemporaneamente, all’inizio dell’estate, due grandi banche centrali, la Federal Reserve (Fed) negli Usa e la Banca Centrale europea (Bce) 1 hanno modificato le proprie politiche sui tassi, in linea con le previsioni e con il percorso definito negli anni precedenti. Sono manovre condotte con gradualità e accompagnate dal monitoraggio continuo dello sviluppo delle economie.

La Fed ha alzato il costo del denaro portandolo fra l’1,75 e il 2%, a conferma di una politica di graduale innalzamento da proseguire nei mesi successivi.

La Bce ha annunciato a giugno il progressivo abbandono del Quantitative Easing (QE) 2 e ha dimezzato l’acquisto di titoli di Stato europei (da 30 a 15 miliardi mensili da settembre a dicembre) preannunciando una politica "stabile e accomodante" dei tassi (volta al mantenimento di tassi relativamente bassi) fino alla metà del 2019.

 

Quali sono gli effetti di un rialzo dei tassi sui nostri investimenti?

 

Obbligazioni

Il rialzo dei tassi potrebbe avere, per esempio, un impatto sui nostri investimenti obbligazionari. E’ lecito aspettarsi che i sottoscrittori di obbligazioni europee di nuova emissione (titoli di Stato o corporate, cioè obbligazioni societarie) potrebbero ottenere rendimenti più alti.

I risparmiatori che investono in euro sono quindi fra i più interessati dalla fine del QE. Nei tassi di mercato (quelli che si formano negli scambi di denaro tra grandi operatori, tra chi ha liquidità in eccesso e chi ha bisogno di comprarne) l’avvicinamento della scadenza autunnale crea un effetto anticipato. Sapendo che la Bce sta discutendo di tassi più alti (al fine di ridurre gradualmente la liquidità in circolazione) l’aspettativa è che si determini un rialzo dei nuovi rendimenti. Chi ha liquidità in eccesso tenderà a farsi pagare interessi più alti. Nei mercati finanziari - bisogna ricordarlo - gli operatori guardano avanti, soprattutto alle condizioni che si determineranno nei prossimi mesi. Una futura migliore remunerazione delle obbligazioni, anche se per piccole frazioni percentuali, potrebbe ridurre l’appeal del mercato azionario (che comporta maggiori rischi) a vantaggio dell’obbligazionario che per sua natura espone a rischi più contenuti).

 

Azioni

 

Quanto ai nostri investimenti in azioni, alcuni settori – quali ad esempio quello bancario e finanziario - potrebbero beneficiare del rialzo dei tassi.

In particolare, a fronte della ripresa dell’economia, le imprese richiederanno prestiti e le banche potranno allargare il margine della compravendita del denaro. Ovviamente i mercati azionari, titoli bancari e finanziari compresi, non si muovono solo in relazione ai tassi d’interesse, ma sono influenzati da più variabili.

Quindi, dovremmo riesaminare con i nostri consulenti le scelte di portafoglio e valutare la nuova condizione di tassi in rialzo, in forma graduale.

 

C’è ancora una finestra di opportunità per sfruttare il basso costo del denaro sui mutui e altro indebitamento?

Con il progressivo avvicinamento della Bce al rialzo dei tassi, le condizioni per la stipula di un mutuo o per contrarre altro indebitamento sono cambiate.

Le offerte per l’acquisto della casa o prestiti finalizzati o personali mostrano un rialzo dopo aver toccato la punta minima nella prima parte dell’anno. Nel regime di tasso fisso erano scesi sotto il 2%. I mutui variabili delle famiglie sono collegati all’Euribor. Quindi, a seconda del valore dell’Euribor, le famiglie dovranno calcolare di spendere di più o di meno per ripagare il mutuo. Gli spazi per approfittare del basso costo del denaro tendono progressivamente a ridursi con il rialzo dei tassi.

 

Come posizionare per tempo il portafoglio per beneficiare della nuova fase?

Le variabili dell’investimento sono tante, eppure qualche punto fermo c’è: la nuova fase di politica monetaria può essere l’occasione per ridurre la presenza nell’obbligazionario a tasso fisso (titoli di Stato, bancari e societari, soprattutto a lunga scadenza) e per avvicinarsi ad un mercato azionario che si muove con meno condizionamenti politici interni e vincoli di presenza pubblica. Meglio - in questo senso - titoli non legati alle vicende domestiche ma con business globali come, per esempio, gli industriali del lusso, della farmaceutica, del petrolio rispetto alle utilities e alle Tlc.

Nelle valute il percorso dei tassi indica spazi di rafforzamento del dollaro rispetto all’euro, pur in un clima influenzato dalla campagna elettorale di mediotermine negli Usa.

 

Gli orientamenti di investimento

Se il rialzo dei tassi europei potrebbe rappresentare l’elemento chiave da tenere presente per l’investimento 2018, una necessaria considerazione riguarda il portafoglio esistente, laddove la presenza di obbligazioni sovrane e societarie a tasso fisso andrebbe rivalutata per non farsi trovare fuorigioco dall’offerta di maggiori rendimenti.

Gli italiani sono molto sensibili all’evoluzione dei titoli di Stato, ne detengono circa due-terzi del totale.

E secondo la Banca d'Italia le famiglie posseggono direttamente quasi il 5% dei titoli di debito pubblico, per larga parte, tra l’altro, mantenuti fino alla scadenza. La percezione di perdita di valore è però bassa nel cliente retail anche quando l’inflazione ha eroso una parte del capitale.

Nell’azionario gli ultimi eventi internazionali si sono riflessi in una maggiore prudenza nelle stime di fine anno; molto dipenderà dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dai vincoli posti dalle possibili guerre commerciali. In Italia si ridurrà l’appeal di titoli che hanno garantito ultimamente, con i dividendi, un rendimento medio del 3%, difficile da confermare e con l’obbligazionario più remunerativo.

Per l’azionario europeo si stanno affacciando nuove variabili che potrebbero rendere più problematico un percorso lineare. Molto dipenderà dai dati societari: nella prima parte dell’anno viaggiavano bene, nonostante alcune sedute negative, alcuni comparti come il tecnologico e le fintech (le innovazioni applicate ai servizi finanziari) che mostrano tutte le potenzialità di un nuovo modo di vivere e di produrre. L’inflazione tenderà a crescere e favorirà l’utilizzo di strumenti con protezione 3. Valute e oro sono interessate dalla guerra commerciale sui dazi con un aumento delle variazioni di prezzo (volatilità). Non facile da gestire per il risparmiatore privato.

 

Note

1 Banca centrale europea o Bce è stata guidata in questi anni da Mario Draghi. E’ stata istituita per introdurre e gestire la moneta unica (l'euro), per promuovere il funzionamento dei sistemi di pagamento e per definire e realizzare la politica monetaria dell'Unione Europea.
2 Il Quantitative easing (Qe) è una politica monetaria non convenzionale con cui una banca centrale mira a rilanciare l'economia. La banca centrale acquista sul mercato titoli di vario tipo stampando moneta. Questa politica da un lato ha l'effetto di tenere bassi i tassi d'interesse, dall'altro lato inietta sul mercato una grande massa di liquidità a basso costo. In questo modo Bce e Fed hanno sostenuto le economie europea e statunitense durante la crisi.
3 Strumenti e tecniche che riducono l’impatto di fasi negative del mercato, diminuendo le perdite

 

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