Ci dispiace, Amazon. Kim Kardashian è diventata un negozio.

Instagram consentirà l’acquisto di pochissimi marchi firmati da un gruppo selezionato di influencer. Molto dipende dal successo che questa iniziativa avrà coi marchi di lusso.

Tempo di lettura: 5 minuti

La moda di lusso si sta preparando per un selfie. Se il risultato piacerà, Amazon, ovvero il negozio online dove puoi trovare di tutto, dovrà affrontare la concorrenza di ciascuno di noi sul mercato dell’abbigliamento mondiale.

Vendere su Instagram non è più solo appannaggio dei commercianti. Ora ci potrà provare anche un piccolo gruppo di influencer, tra cui Kim Kardashian West. Grazie a una nuova feature, Checkout, lo shopping sarà molto più facile.

La possibilità di comprare accessori e abbigliamento direttamente dal post Instagram di un utente oggi sembra più vicina e rappresenta un enorme passo avanti nell’ascesa della piattaforma social.

Per i marchi di lusso, la app di proprietà di Facebook sta raggiungendo un obiettivo a lungo perseguito nel commercio digitale: il controllo sulla presentazione e sul prezzo dei prodotti.

Instagram, un social che punta sull’immagine ed è amato dai seguaci della moda, è ideale per vendere. Dal 2017 le catene di negozi possono taggare, nei loro post, vestiti, borse o trucchi. Cliccando sul tag si possono leggere le informazioni sul prodotto, ma per fare l’acquisto il cliente viene reindirizzato sul sito web del rivenditore.

Con Checkout, che ha debuttato a marzo, l’intero processo diventerà molto più semplice poiché i consumatori potranno completare l’acquisto senza uscire da Instagram.

È particolarmente significativo il fatto che, durante la sperimentazione, circa 55 influencer avranno la possibilità di taggare i prodotti nei loro post grazie a Checkout. Cosi i milioni di follower di Kylie Jenner e Chiara Ferragni potranno acquistare le loro foto, proprio come accade ora col feed di H&M e di Zara, che sono tra i 26 marchi coinvolti nella sperimentazione iniziale.

Questa novità potrebbe spalancare le porte del commercio a Instagram. Non sarà necessario essere famosi per vendere abbigliamento, vostra sorella potrà acquistare la gonna animalier che vi ha visto indossare nel vostro ultimo post.

Certo, la strada è ancora lunga. La trasformazione di ogni singolo profilo in un negozio non sarà facile, neppure per una società del calibro di Facebook. Checkout ci dà però una prima idea di come potrebbe evolversi l’utopia del social shopping.

Per il momento, questo strumento sarà disponibile solamente negli Stati Uniti. Tra i marchi coinvolti nella sperimentazione ci sono Burberry Group Plc, Prada SpA e Dior, e il mercato del lusso mondiale monitorerà attentamente la sua evoluzione.

Non mancano i rischi.

Con Checkout i venditori dovranno concedere un certo grado di controllo ai consumatori, dato che il loro rapporto primario sarà con Instagram. I marchi che usano Checkout dovranno anche pagare una commissione sulle operazioni effettuate. Questo potrebbe diventare un problema se la piattaforma iniziasse a registrare un numero di vendite enorme.

Naturalmente i marchi, e in particolare le case del lusso, vogliono avere il controllo sulla loro immagine e ora possono farlo coi post su Instagram. Questo aspetto potrebbe però essere messo a repentaglio se tutti avessero la possibilità di pubblicare una foto per vendere la loro merce.

Sono rischi che vale la pena assumersi. I rivenditori devono essere presenti nei luoghi frequentati dai consumatori, e Instagram, con 1 miliardo di utenti al mese, tra i quali vi sono molti appassionati di moda, fa sempre più gola.  Infatti, è il luogo ideale per presentare gli stili più trendy del momento e la merce di stagione e rappresenta un vantaggio anche per i margini rispetto a una piattaforma in cui è il prezzo a farla da padrone, come nel caso di Amazon.

Il colosso dello shopping di Seattle non ha ancora un mercato di alta gamma, sebbene stia cercando di migliorare le sue credenziali nel campo della moda. Questa è una delle ragioni per cui secondo Jamie Merriman, analista di Bernstein, Instagram potrebbe diventare la meta preferita da numerosi marchi di fascia alta.

Checkout è ancora agli inizi, ma sta già avendo un certo successo. L’amministratore delegato di Adidas AG, Kasper Rorsted, lo ha citato tra i fattori che, nel primo trimestre, hanno portato l’azienda a incrementare le vendite on-line del 40%. Questo conferma il successo che alcuni rivenditori come Burberry hanno ottenuto con la versione per lo shopping su Instragram che ha preceduto Checkout.

Checkout infatti non è il primo tentativo della piattaforma nel mondo del social shopping, ma la sua semplicità offre buone probabilità di successo. Può generare ricavi supplementari oltre a generare dati utili sugli acquisti dei consumatori che Facebook può sfruttare per migliorare il suo modello pubblicitario.

Nel frattempo, la concorrenza sta affilando le armi. Google semplificherà l’acquisto di prodotti tramite la piattaforma di YouTube mentre la sua nuova funzione di ricerca visuale, Lens, consente agli utenti di fotografare un prodotto e di acquistarlo online. Marks & Spencer Group Plc, una delle prime società a commerciare su Instagram nel Regno Unito, è tra i rivenditori che sperimenteranno la piattaforma concorrente Pinterest dopo che ha ottimizzato le sue funzioni commerciali. E naturalmente, in Cina, WeChat ha il predominio nel commercio sui social.

Tuttavia, al momento, Instagram offre il maggior potenziale per i marchi del lusso e di alta gamma. Potrebbe essere necessario un filtro per ovviare a qualche imperfezione, tuttavia, se vogliono stare al passo coi loro clienti, dovranno buttarsi anche loro nella mischia.

 

Scopri di più: 4 cose da sapere sul consumatore digitale del domani (Infografica)

Contenuto a cura di: