“Pandemic bond”: cosa sono le obbligazioni legate al Coronavirus

Emesse dalla Banca Mondiale nel 2017, le “obbligazioni pandemia” sono diventate di grande attualità con il Covid-19. Vediamo come funzionano questi particolari strumenti finanziari.

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19 luglio 2021

 

La Fed cerca di rassicurare dopo l’aumento dei prezzi, mentre la crescita cinese rallenta

 

Fatti salienti

L’inflazione statunitense ha toccato il livello più alto da 13 anni e ravvivato i timori che la Federal Reserve sia costretta a innalzare i tassi d’interesse prima del previsto. In seguito alla notizia, l’indice S&P 500 è calato da un nuovo massimo storico raggiunto a inizio settimana. Negli Stati Uniti l’indice dei prezzi al consumo di giugno è balzato del 5,4% rispetto a un anno fa, il tasso più elevato da agosto 2008, trainato in parte da prezzi di auto usate e petrolio in ascesa. Su un altro fronte, i prezzi alla produzione hanno esibito il maggiore incremento annuale da oltre un decennio. Il presidente della Fed Jerome Powell ha ammesso che l’inflazione si è rivelata più intensa e persistente di quanto atteso, precisando che la banca centrale era pronta ad aumentare i tassi per frenare il rincaro dei prezzi. Tuttavia, ha più volte sottolineato che la Fed ritiene ancora tale fenomeno passeggero.

 

 

Notizie dal mondo

La ripresa economica cinese è proseguita, con una crescita del PIL pari al 7,9% nel secondo trimestre (T2) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’espansione ha però disatteso le aspettative del mercato (8,1%), risultando inoltre in netto contrasto con il +18,3% fatto segnare nel T1. A giugno le vendite al dettaglio, la produzione industriale e le esportazioni sono tutte salite a un ritmo superiore alle anticipazioni e gli analisti hanno affermato che il Paese resta sulla buona strada per conseguire una crescita annua di circa il 6%. Nel frattempo, la banca centrale giapponese ha tagliato la stima sul PIL nazionale per l’esercizio in corso dal precedente 4,0% al 3,8%, rivedendo però al rialzo quella per il prossimo anno (dal 2,4% al 2,7%).

 

Il numero sotto i riflettori

1%. La produzione industriale dell’eurozona è diminuita dell’1,0% a maggio rispetto ad aprile, una flessione più marcata del previsto, penalizzata soprattutto dai problemi di fornitura e da un minore output di beni di consumo come alimenti e vestiti. In merito ai beni di investimento, ad esempio i macchinari, si è assistito a un declino dell’1,6% che potrebbe preannunciare un futuro rallentamento della produzione.

 

La parola della settimana

Fit for 55: l’Unione europea (UE) ha annunciato una serie di nuove proposte per conseguire il suo obiettivo nell’ambito delle emissioni di gas serra, ossia una riduzione del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Noto con il nome di Fit for 55, è considerato il piano più ambizioso in assoluto dell’UE per affrontare il cambiamento climatico. Il pacchetto comprende l’ampliamento dell’innovativo sistema europeo per lo scambio delle quote di emissione e il lancio di un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera. Include inoltre limiti più stringenti sulle emissioni delle macchine, un’imposta sul cherosene e nuovi obiettivi per accrescere l’utilizzo di energia rinnovabile. Il piano deve ancora essere approvato dai 27 Stati membri e potrebbe incontrare l’opposizione dei Paesi che dipendono in larga misura dal carbone.

 

Prossimamente

Lunedì giungeranno i dati di maggio sulla produzione nel settore dell’edilizia per l’eurozona, seguiti martedì dall’inflazione nipponica di giugno. La Banca del Giappone pubblicherà mercoledì il verbale dell’ultima riunione di politica monetaria, mentre giovedì la Banca centrale europea prenderà una decisione sui tassi d’interesse. Venerdì sarà svelato il più recente indice dell’istituto Gfk sulla fiducia dei consumatori britannici, unitamente ai Flash PMI di Stati Uniti, Regno Unito ed eurozona.

Approfondimenti

 

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