Mercati

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19 agosto 2019

 

Fatti salienti

Gli Stati Uniti posticiperanno a dicembre il 65% dei nuovi dazi pianificati sulle importazioni cinesi, una decisione motivata da “ragioni sanitarie, di ordine pubblico, sicurezza nazionale e altri fattori”. Tuttavia, il 1° settembre sarà introdotta come previsto un’imposta del 10% su ulteriori prodotti provenienti dal paese asiatico. Il presidente Donald Trump ha affermato che, con questo rinvio, non peseranno aumenti dei prezzi sui consumatori americani durante la stagione natalizia. La Cina ha a sua volta dichiarato che, qualora i dazi dovessero essere incrementati, adotterà le “necessarie contromisure”. Nel frattempo, dopo che in precedenza il Giappone aveva deciso di escludere la Corea del Sud dall’elenco dei partner commerciali privilegiati, Seoul ha reagito facendo altrettanto.

 

Notizie dal mondo

Nel secondo trimestre (T2) l’economia tedesca si è contratta, affondata da un calo delle esportazioni. Il PIL è diminuito dello 0,1% su base trimestrale, nonostante le spese delle famiglie e quella pubblica siano risultate in aumento; il dato rivela una netta inversione rispetto alla crescita dello 0,4% registrata nei primi tre mesi del 2019. Dalla seconda stima del PIL per l’eurozona, comunicata la scorsa settimana, è emerso un tasso di espansione dello 0,2% nel trimestre chiuso a giugno.  

 

Il numero sotto i riflettori

3,9%: gli stipendi dei lavoratori britannici sono saliti del 3,9% a giugno, segnando un massimo da 11 anni. Inoltre, stando ai dati ufficiali pubblicati la scorsa settimana, il tasso di occupazione ha raggiunto quota 76,1%, il valore più alto da quando, nel 1971, sono iniziate le rilevazioni. Questi risultati sono tuttavia in contrasto con quelli della settimana precedente, che mostravano un’economia britannica in contrazione per la prima volta dal 2012 (-0,2% nel secondo trimestre). Inoltre, lo scorso lunedì la sterlina è crollata a un minimo da 10 anni rispetto all’euro, per poi risalire parzialmente.

 

La parola della settimana

Porto franco: un territorio in cui le merci in arrivo non sono soggette a dazi sull’importazione. Talvolta noti come aree di libero scambio o zone economiche speciali, i porti franchi consentono ad esempio ai costruttori di importare e immagazzinare i componenti necessari per realizzare un prodotto, che viene in seguito esportato senza pagare alcuna imposta alla frontiera. Sarà al contrario necessario versare le imposte qualora i prodotti vengano successivamente introdotti dal porto franco nel resto del paese per essere venduti.
 

 

Prossimamente

Lunedì giungeranno i dati sull’inflazione per l’eurozona, seguiti martedì dall’indice tedesco dei prezzi alla produzione e dalle statistiche CBI sull’andamento degli ordini industriali nel Regno Unito. Il FOMC (Federal Open Market Committee) pubblicherà mercoledì i verbali della sua ultima riunione. Giovedì sarà il turno dei PMI di Giappone, Stati Uniti ed eurozona, mentre venerdì sarà annunciata l’inflazione nipponica.

Approfondimenti

 

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